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venerdì 17

Venerdì 17 ma è comunque un bel giorno…

De mortuis nihil nisi bonum

Dalla cronaca:

Usa, il padre muore e i figli fanno scrivere un necrologio al vetriolo: «Ha campato più di quanto meritasse»

Negli USA ,un padre muore di cancro a 75 anni e la famiglia, i figli fanno scrivere un necrologio che la dice tutta:

Ha campato più di quanto meritasse”.

Per chi è sempre dalla parte del perdono, del buonismo totalitario (che mi fa sempre andare fuori di testa) c’è poco da dire lo sappiamo.

Per tutti gli altri è una forte riflessione dolorosa sul bilancio “a conguaglio ” delle proprie esistenze, tutti dobbiamo fare i conti prima che con Dio (se credenti) con i nostri simili, (giudizio certo e certificato) con chi abbiamo incrociato per un breve o lungo periodo. Famiglia e amici, conoscenti.

Possiamo raccontarcela o raccontare agli altri ciò che non siamo, possiamo essere dei bravi oratori e pifferai magici, mettere maschere e filtri vari tra noi e il mondo esterno, ma alla fine appunto ci toccherà il giudizio, pur contaminato dai nostri limiti, del prossimo tuo.

Per il perdono c’è sempre un giudice superiore, misericordioso (sempre per chi ha certezze e speranze solide). 

La legge del taglione

Dalla cronaca:

“ A Vasto,sette mesi dopo, il marito della donna morta in un incidente stradale, spara e uccide l’investitore.”

 

Vicenda tragica che spinge forzatamente ad una riflessione e che divide l’opinione pubblica.

Da una parte c’e chi esalta l’omicida, reo confesso, per aver in tempi rapidi, vendicato la giovane moglie, investita nella scorsa estate.

Sostituendosi ad una giustizia che spesso appare per niente equa e lenta.

Sull’altra sponda chi chiede a sua volta giustizia, rapida ed esemplare, che porti alla condanna, aggravata dalla premeditazione dell’omicida.

Chi è dalla parte della Legge, nonostante le mille distorsioni e smagliature nell’applicazione della stessa, non può che cercare di comprendere in che contesto è avvenuto l’omicidio, dal punto di vista umano, ma rifiutare l’atto di giustizia privata

Certamente una terribile tragedia doppia, che ha cambiato per sempre le persone coinvolte e le loro famiglie.

Assurda irresponsabilità

La vicenda dell’operazione di controllo di Polizia che nei scorsi giorni, ha portato a neutralizzare il noto terrorista, ha evidenziato quanto siano inaffidabili i signori che ci governano. Anche una giovane marmotta, può arrivare a comprendere che fornire dati precisi sugli autori dell’episodio mette a rischio non solo la vita dei singoli operatori di polizia, ma anche le loro famiglie, da possibili ritorsioni.

Sacrificato il buon senso in nome di una propaganda stavolta non necessaria. A coprire altri vuoti evidentemente. Censurabile se tale informazione in uscita da giornalisti e media, imperdonabile da fonti istituzionali.

Le stelle cadono…

 

Anche le stelle cominciano a cadere, che siano tre, quattro o cinque.

Meditiamo tutti gente. L’acqua calda è già stata scoperta. 

Il tempo dell’odio

 

 

La terribile vicenda degli attentati di Bruxelles, con un bilancio di morti e feriti innocenti, porta ad una riflessione globale personale e collettiva.

Se possibile allargata ad ogni aspetto della vita spicciola.

Rifiutare categoricamente, anche nell’immediatezza del patos, di bere tutto d’ un fiato il calice dolce-amaro. Certo facile, a volte perfino comprensibile cadere nelle braccia dell’odio. Ma chi è davvero degno di essere chiamato essere umano, non deve cadere nella trappola mentale-pratica.

Deve invece organizzare risorse mentali e fisiche per accettare, metabolizzare e se possibile modificare atteggiamenti e sforzi.

Il che non vuol dire passivamente, rimanere nell’immobilismo anzi, deve essere un punto di partenza per trovare nuove energie e ognuno nelle proprie possibilità, combattere il male, sotto ogni forma esso si trovi.

Il male è subdolamente nascosto nelle scelte individuali iniziali, poi allargate a chi ha il potere, di gestire le masse annebbiando le menti e modificando gli intenti reali.

Quindi lasciamo a chi è in cerca di dare un senso alla propria vita, che non riesce a dare un vero senso in altro modo, di cibarsi di questo odio e sete di denaro. Perché alla fine si finisce quasi sempre, se ci fate caso, a ricondurre il tutto alla smodata ricerca di accaparrarsi, in ogni modo quel denaro, non per condurre una dignitosa vita ma per accumulare a prescindere.

Sono certo che alla fine, ognuno sarà chiamato non a rispondere davanti ad altri delle proprie colpe e responsabilità, ma a se stesso ed il verdetto non potrà che essere devastante. Si può mentire al resto del mondo ma mai veramente a noi stessi. Che non venga mai quindi, il tempo dell’odio.

Un pensiero a tutte le vittime, quelle cadute e a quelle rimaste, alle loro famiglie.