header image
 

Effetto memoria (Primavera)

Ti ricordi cosa ho detto
nella strofa precedente?
Ti parlavo di un concetto
ma non mi ritorna in mente.
Era come un qualche cosa
che riguarda i miei primordi…
forse tu te lo ricordi.

Non mi scordo del futuro,
non prevedo il mio passato,
mi ricordo del presente
solo che non serve a niente.

Artista: Elio e Le Storie Tese
Album: Studentessi
Titolo: Effetto Memoria (Primavera)

Bufali e sciacalli

Già nel 2007 girava sia via email che per SMS questa odiosa catena di messaggi falsi:

«Fallo girare per favore, bimbo di 17 mesi necessita sangue B+ per forma di leucemia fulminante Riccardo Capriccioli. Grazie.»

Questa mattina,  mi è giunto modificato,con lo stesso tenore di SMS da parte di un amico senza colpa, preso dal falso appello.

Mi considero sufficientemente giullare di corte, pronto a non prendere sempre e comunque la vita troppo sul serio.

Però quando in ballo c’è un falso appello, sulla salute, allora il nome appropriato per chi agisce in malafede è sciacallo.

50 modi di dire neve

E’ uscito , “50 Words for Snow”, Kate Bush la nota cantautrice britannica. Ho sempre pensato a Lei come alla versione femminile di Sting, musicalmente parlando, me ne ricorda le atmosfere musicali, con i dovuti distinguo.
Canzoni e favole ispirate a leggende sulla neve, come sfondo immaginario e immaginabile dall’ascoltatore.
Con l’aggiunta di un ospite altrettanto conosciuto, oltre al figlio 13 enne della cantante un intervento di Elton John.
Una voce che lo scorrere del tempo non ha alterato, al limite migliorato. Una voce ed un viso da tenere presente ogni tanto.
Come tutte le cose buone senza esagerare, da gustare a “piccoli sorsi”.

Bravo

Preciso dall’inizio che non seguo mode,anzi a volte le rifiuto a priori, mi danno un senso di militarizzazione e intruppamento anche del pensiero e almeno nell’ambito privato, ho sempre voluto starne fuori.
Non so bene in che misura ci sia riuscito, ovviamente.
Ho letto fin dall’inizio, in tempi non sospetti questo scrittore, rubato al mondo dello spettacolo, della comicità ancor prima che scoppiasse il caso della nuova carriera di  Giorgio Faletti.
Non voglio discuterne, esaltare o abbassare la sua effettiva genialità o talento più o meno confermato dalla critica, da chi ha voce in capitolo.
Io non ne ho ne la capacità ne titoli accademici, per poterlo fare. Sono un semplice lettore di tutto ciò che è stampato.
All’occorrenza, arrivo se proprio sono in astinenza a leggere perfino le etichette dei detersivi, in momenti che non è interessante ne bello specificare ora, per intenderci.
Credo che si possa quindi dire e già è stato detto, che Faletti come scrittore non piace. Vuoi per il genere, per come scrive o per qualsivoglia altra idea a proposito.
Però chi esce in libreria e riesce a vendere qualche milione di copie, in giro per il mondo diciamo che merita un pochino di attenzione, almeno sperimentale.
Ho letto i suoi libri, non appena usciti di norma, ho appena terminato il suo ultimo “Appunti di un venditore di donne” Dalai Editore.
Tra i suoi è quello che più mi ha preso, terminato abbastanza velocemente e che annovero tra quei libri, che ti impediscono di chiudere la copertina, quelli che io definisco che “ti leggono” e non che leggi.
Sarà l’ambientazione Milano fine anni 80, alcuni richiami della cronaca e storia del nostro Paese, ambientazioni geografiche e toponomastiche che ho conosciuto e rivisto, tra quelle pagine e riportate con precisione.
La storia con un occhio al sociale, alla politica e allo scadere di ogni morale umana, in nome del potere dei soldi del sesso.
Qui devo dire non ha faticato molto l’autore, per far emergere 3 argomenti che da sempre fanno girare l’universo globale.
Che tutti rifiutiamo di esserne schiavi o solo aspiranti fruitori, però basta leggere il primo quotidiano o ripensare agli accadimenti degli ultimi 1.000/2.000 anni e poi mi dite se si va lontano dall’argomento.
Aggiungo, la storia per quanto inverosimile, inventata e assurda per come è stata raccontata, se la stringete e ne fate uscire il denso succo, con qualche sforzo in più per parallelo di vita accaduta, allora troverete forse come ho trovato io meno romanzata di quello che la tipologia di lettura promette.
Si può leggere come romanzo e infatti se prendiamo il dizionario alla voce relativa troviamo:

sm. in epoca moderna, componimento narrativo in prosa, di ampio respiro, imperniato sui casi di uno o più personaggi.

Sarà poi cura del lettore singolo, trovare spunti riferimenti o ricordi (al limite) di quello che è andato appena a terminare di leggere.
Per quel poco che conta il mio, di giudizio, dico “Bravo” G. Faletti e dopo averlo magari letto, capirete meglio quel virgolettato non casuale.

La giusta misura

La vita è fatta di incontri e di perdite, quindi tutto rientra nell’ordine delle cose.
Si perdono gli oggetti, i ricordi le occasioni.
Si lasciano o meglio ci lasciano le persone, i conoscenti o i famigliari quindi non vorrei urtare la sensibilità di qualcuno nel citare questa di perdita, oltremodo che non si riferisce ad una persona.
Sono certo che chi è in sintonia con l’argomento sa bene che anche questa è pur sempre un saluto voluto e dovuto, in un certo senso.
La notizia mi è arrivata per telefono, ti hanno trovato un giorno parevi addormentata, tra l’arancio ed il limone. Invece te ne eri già andata.
Ti ho rivista a inizio dicembre, anche se dalla macchina appena cambiata non eri riuscita a riconoscermi subito, quindi non mi hai corso incontro come tuo solito.
Appena poi sono sceso hai realizzato, per quello che ti è possibile farlo che ero tornato, quindi potevi mettere in conto qualche bocconcino di pesce fresco all’orizzonte, ancor di più coccole e attenzioni.
Non avevi per me un nome, ti chiamavo micia visto che eri una gatta di strada.
Tale sei rimasta, libera e sincera di dare solo quello che volevi e con chi permettevi di far entrare nel tuo mondo felino.
Ho avuto sempre un rapporto privilegiato con i gatti, che non posso spiegare perché  chi ne fa parte, per noi animali a due di zampe, non servono ne prove ne motivazioni. Del resto incomprensibili agli altri, peggio per “loro”.
Ora non ci sarai più ad aspettarmi al ritorno da pesca, ne ti vedrò passare “indifferente” davanti alla porta di casa, all’ora di pranzo o cena, avvisata dall’orologio dell’olfatto.
Probabilmente ti rivedrò, nella silhouette di tua figlia, simile anche per colore e altri particolari anatomici e mi sforzerò di non pensare che sia tu, che sei tornata a salutarmi.
Non ho la certezza per noi, quali e se mai ci siano nuove strade da calcare nel “dopo”, figuriamoci se posso immaginarmene un posto per Voi.
Nel caso resta in zona, se puoi.
Ciao Micia.


YouTube Video

I GATTI SI DIFENDONO COSI’

    I gatti si difendono cosi
    mostrano sempre un’aria indifferente
    come se una carezza
    non fosse più’ importante
    come se il loro cuore
    non ascoltasse niente
    i gatti si difendono cosi
    i gatti si comportano cosi.
    Sentono si come gli altri
    ma non lo dicono
    e se amano si come gli altri
    non lo dimostrano
    non cercano non chiedono.
    I gatti si difendono cosi
    facendo finta di non sentir niente
    e quando gli fai male
    nascondono il dolore
    curandosi da soli
    leccandosi nel sole
    i gatti si difendono cosi
    i gatti si comportano cosi.
    Sentono si come gli altri
    ma non lo dicono
    e se amano si come gli altri
    non lo dimostrano
    non cercano non chiedono.
    I gatti si difendono cosi
    facendo finta di non saper niente
    capiscono senz’altro più’ di te
    ma non ti fan pesare quel che sanno
    ti guardano e poi se ne vanno via
    i gatti si comportano cosi
    i gatti si difendono cosi.

Il tempo che scorre

Quando mi si ricorda che la storia non insegna, che l’italiano medio ha una memoria “a perdere” non posso che essere d’accordo. Nella fine anni ’80 ci fu un movimento politico, inquadrato poi in modo para militare che gettò l’Italia, le grandi città in un clima di paura, di morti e coprifuoco indotto. Oggi grazie al buonismo imperante, dei tanti che in clima da esercito della salvezza, preferiscono dimenticare ed in certi casi arriviamo pure a sostenere che sia giusto così.
Però i fatti rimangono e gli omicidi pure, le lapidi a ricordare ingialliscono in qualche angolo di città o cimitero.
Alcuni di questi personaggi oggi, addirittura indicati come depositari di una cultura, del pensiero sociale e tengono conferenze, firmano articoli di  giornale. Naturalmente sempre quelli di una certa area, che più o meno velatamente si schiera a favore di certe logiche di pensiero.
Qualcuno la chiama giustizia che fa il suo corso nell’applicazione di sconti e pene, che interviene  quando per ragioni di salute si procede a scarcerazioni anticipate o sconti a diminuire tipo “uccidi 3 paghi 2″.
L’applicazione della giustizia, spesso non non rende merito alla storia sociale, politica e pratica di un Paese, ma navigando appunto nella chirurgica applicazione dei codici, nulla da recriminare, naturalmente.
Però detto questo una doverosa riflessione si rende necessaria e come tutte le questioni dipende da che parte punti il riflettore della luce, crei un cono d’ombra su altre. La logica imperfezione dell’umano vivere.
Come potete leggere, non ho citato nomi o fatti precisi, tanto chi ha il vizio di tenersi informato può leggere sui principali quotidiani di questi giorni, alcuni richiami a quanto sopra, in almeno due episodi distinti.

Per gli altri fate finta di niente tanto l’orologio al polso segna anche il vostro di tempo.

Macellai e macelli

Da anni passeggiando per le vie di Milano, vedo cartelli sulla vetrina di alcune macellerie con scritto “ Macelleria Islamica”, oppure “Macelleria halal” con scritte sia in italiano che in lingua probabilmente del proprietario del negozio.
Credo che tale esigenza nasce, per gli stranieri sul nostro territorio, che vogliono mantenere le loro tradizioni di macellazione, almeno per quello che ho letto da qualche parte, di sfuggita perché non particolarmente interessato alla questione.  
Lo trovo però per niente strana tale precisazione per chi casualmente transita da quel negozio.
Non comprendo quindi perché,  quando la distinzione, della tipologia di negozio, il cartello lo pone un connazionale, un macellaio sotto casa, con tanto di bandiera Tricolore si devono levare proteste e indignazioni?
Ragazzi qui stiamo veramente esagerando, sinceramente non riesco proprio  a trovare razzista (secondo alcuni articoli) un negoziante inserito in una realtà territoriale, a forte presenza multirazziale, anche commercialmente parlando, che decide di specificare che la sua è una macelleria italiana, perché così è.
Gente, se volete mangiatevi una bistecca toscana, una abruzzese, oppure un pollo macellato col metodo islamico, fatevi un panino con Kebab, o un piatto di casseoula milanese, oppure vegetariani o vegani, ma rilassatevi.
Leggendo articoli e commenti  comprendo solo che anche stavolta, si è creato un bel…macello.

Speriamo solo che i macellai di altre regioni non si offendano per l’immagine non voleva essere regional razzista.

I fatti le parole

I fatti:

MILANO – È caccia aperta ai due nomadi a bordo di un suv che ieri sera, a Milano, hanno volontariamente travolto e ucciso in un parcheggio un vigile di quartiere in bicicletta, Niccolò Savarino, di 42 anni.  

Le parole:

Sulla vicenda un commento è arrivato anche dalla Consulta rom e sinti di Milano: “Al dolore per questa morte così assurda si aggiunge da parte nostra lo sconforto per vedere che non viene capita la nostra consapevolezza profonda che se fossero stati dei membri della nostra comunità noi ne saremmo doppiamente e pesantemente colpiti”.

L’impegno:

Milano,  Arrestato in Ungheria l’uomo sospettato di essere stato alla guida dell’auto che ha investito ed ucciso venerdì sera a Milano il Vigilie Niccolò Savarino.

Condoglianze alla famiglia e ai colleghi del Vigile.

La meraviglia di un sorriso

E’ comune a molti artisti, i cantanti ad esempio all’ esperienza meravigliosa e per certi versi sconvolgente di scoprirsi genitori, segue dopo la scoperta umana privata, la necessità di trasferire alla propria arte, comunicando al mondo esterno le sensazioni.
Per uno scrittore,un  poeta la cosa diventa altrettanto necessaria e senza indugio l’amico Roberto non si sottrae, scrivendo questo libro uscito in questi giorni “La meraviglia di un sorriso- il mio primo anno da papà-”  Edizione Paoline Codice: 9788831541022 . Prefazione di Alfonso Signorini.
Ho avuto il privilegio privato, di leggere una poesia di Roberto, scritta nell’immediatezza della nascita di Francesco in “tempo reale” che mi ha emozionato, come ti emoziona la nascita di un figlio di un amico, che si ricorda anche nel trambusto di emozioni e impegni connessi, anche pratici di renderti partecipe.
Sono quei regali della vita che accetti senza chiederti ne se lo meriti o il perché, gioisci del momento e per quanto ti è concesso dai singoli percorsi, gli resti vicino.

Un vecchio bambino

Il 27 febbraio al “Teatro Nuovo” di Milano, Gino Paoli sarà in concerto.
Il “vecchio bambino” (prendendo il titolo di una sua canzone del 1961 ) della scuola genovese, per adozione geografica dei cantautori italiani, nei teatri in giro per l’Italia e non solo, per raccontare in musica la sua carriera ultra cinquantennale.
Un repertorio ed uno stile che non arriva a tutti, ne credo voglia farlo Paoli stesso, una vita fuori e dentro il mondo patinato dello spettacolo, sempre a margine con alti e bassi.
Ogni volta che lo riascolto, sempre a piccole dosi, come ogni cosa non dozzinale va gustato lentamente  e con la giusta predisposizione.
Iconograficamente immagino l’artista seduto al piano, con l’immancabile sigaretta tra le mani e un bicchiere di quello invecchiato. Oppure mentre scioglie la cima della sua imbarcazione, camicia di jeans e cappellino che sta per prendere il largo.

Difficile resistere alla  voglia di sedersi su quella poltrona di teatro.

Biglietti:LINK

 

Escort e fisco

Come già detto guardo ai fatti più che alle belle parole, di cui molti mascherano la NON conoscenza dei fenomeni sociali, perché fortunatamente lontani dalle loro vite o solamente lette da qualche parte.
Per anni questo Paese moralista e con occhio a non disturbare la spiritualità di una certa parte perbenista, ha opportunamente ignorato, che un fenomeno quanto reale che tragico la prostituzione ,fosse presente.
Tutti contenti e fieri di aver risolto il tutto, con la Legge 20 febbraio 1958, n.75 conosciuta meglio come legge Merlin.  
Intanto questo popolo di navigatori, di santi e  poeti continuava ad andare beatamente ad “Escort” (vedete quanto cambiano i termini, ma non la sostanza?).
Attenzione questo succedeva e succede, non nelle oscure periferie deserte delle città, ma proprio sotto casa e a qualsiasi ora nell’arco delle 24 ore.
Bene, bastava qualche “buon fratello o sorella”,in TV con la sua comunità, impegnata a salvare le pecorelle smarrite, riportandole all’ovile e l’indomani, il buon padre italiano inserito nella famiglia tipo “da mulino bianco” poteva tornare ai suoi esercizi di vita, comprensione e amore.
Peccato che nel frattempo gli “A.C.A.B.” di qualche post fa, combattevano una tantum, dietro qualche protesta di cittadini o amministratori locali, a cui magari non stava più bene il prezzo pattuito la notte prima, per la prestazione della passeggiatrice e così volendosi vendicare partiva l’applicazione delle leggi vigenti contro il fenomeno della prostituzione.
Tralascio anche la casistica dei fruitori di prestazioni delle suddette, perché lascio alla fervida fantasia individuale a cui  attingere.
Siete liberi di pensare che la mia è una esagerazione e che ciò non sia mia accaduto, non cambierà certo la realtà dei fatti, una parte certo.
Da sempre auspico, visto che il fenomeno dalla notte dei tempi NON POTRA’ MAI venir eliminato dalla società, almeno sia regolamentato e inquadrato anche fiscalmente.
Apriti cielo sempre quando è capitato di esporre la mia teoria al controllo, attenzione non parlo di soluzione, del problema sono passato per immorale, opportunista e perché no aspirante “pappone”.
Oggi cosa leggo? A Bologna i Carabinieri vengono mandati con un bel modulino operativo, a censire le suddette escort, con domande tipo:
Scusi signorina, ma da dove viene? (Tralasciamo battute da caserma);
Da quanto tempo esercita?;
Quanto guadagna?
A parte che m’immagino la scena e quello che si sono dovuti sentir rispondere gli operatori sulla strada, ma questo fa parte dei giochi delle parti. Infatti qualche CC pare tra i denti sollevato qualche perplessità verso l’operazione in atto, per ovvi e pratici risvolti.

Si leggeva inoltre lo scopo finale pare sia, segnalare la cosa all’Agenzia delle Entrate, per le verifiche del caso. Ci stiamo prendendo in giro?
A mio modesto parere, l’Arma dei Carabinieri, per quel “poco” a mia conoscenza  solitamente per operazioni che hanno come è successo un riscontro mediatico, sollevando indignazione e domande a cui qualcuno dovrà dare risposta, o si sono mossi dietro precise direttive ministeriali o se veramente d’iniziativa hanno opportunamente e per tempo chiesto e ottenuto il beneplacido (*) dal Ministero o Ministeri a cui fanno capo.
Domanda forse solo all’apparenza forzata: “Non sarà che questo Governo che giustamente ha deciso di far cassa” PER IL BENE DELLA NAZIONE, per portare sulla retta via questo popolo di scellerati, evasori e ignoranti magari ha fiutato, l’enorme indotto? Poi hanno corretto il tiro con una bella uscita, che piacerà tanto ai soliti:
«…l’operazione è partita per contrastare un fenomeno che crea disagi e degrado soprattutto sui viali».
Cavoli dal 1958 al 2012 dove eravamo tutti, cittadini e istituzioni?
Come sempre il tempo e  le cronache sveleranno l’arcano, se la mia disamina è farneticante, offensiva o semplicemente probabile. Comunque se così fosse continuo ad applaudire il Governo del Prof. Monti, ulteriormente s’intende, non solo per questo.

(*) Beneplacito   – Ringraziando Max per la segnalazione dell’errore di battitura.

Manovre in campo

Ogni inizio anno, il popolo dei pensionati su cui pare gravano, tutte le colpe di questo Paese, si vedeva corrispondere l’aumento di perequazione, in pratica quello che sull’ordine di alcuni euro, contribuiva ad adeguare e tamponare l’erosione dell’inflazione, agli aumenti del costo della vita.
Da quest’anno con giusto senso del risparmio e con manovra economica attuata non dai soliti noti, odiati e demonizzati dai più, ma dal Prof. Monti sarà pari a € 1,00 per i “fortunati” che percepiscono LORDO un assegno di € 1.438,00.Superando questo limite, l’importo rimarrà uguale.
Bene, i sacrifici vanno fatti  a tamponare l’inflazione ci penserà lo spirito al risparmio tipico di “medioman” italiano, nei momenti di stringere il cordone del portamonete.
Come sappiamo, benzina  bollette luce e gas aumenteranno o sono già aumentate forse più di quell’euro (ad esempio limite).
Dobbiamo pensare al bene del Paese e al futuro dei  nostri figli, giusto. Dobbiamo abbassare il debito pubblico, necessario. Però non deve essere usato quando il discorso si fa stretto, come soluzione per non proseguire è ricordare il dato economico del debito pubblico, che da solo, dovrebbe farci accettare ogni manovra, senza poterne discutere o confrontare soluzioni alternative se mai si riuscisse a trovarne. Altrimenti dimezziamo stipendi e pensioni in ragione ad azzerare il debito pubblico e così ripartiamo? Occorre sempre razionalità e ci sono sempre possibili aggiustamenti. Puntare su una seria lotta all’evasione fiscale, magari? OK. al teatrino mediatico dei controlli ai SUV nelle località di montagna, sappiamo bene che per colpire davvero, occorre altro, basta incrociare dati e consumi.

Così vorrei vedere un fisco che inchiodi ai propri doveri, le solite sacche di professionisti che ad oggi, tutti e dico tutti ,sappiamo evadono impunemente le tasse.

Dalla stessa fonte, dopo appunto evocato il debito pubblico, apprendo che è in arrivo la chiusura di un progetto iniziato dal Ministero della  Difesa dal 1996, ( solo per la memoria governo PRODI) per acquistare aerei caccia militari “F35 Lockheed”, euro più euro meno si spenderanno 18,2 Miliardi di euro.
Qualcuno esperto del campo ha sollevato però l’idea che probabilmente non sarà possibile utilizzarli, per l’elevato costo di manutenzione e utilizzo, anche solo di missione quotidiana di routine, non operativa. In linea di massima si  è chiuso il discorso con la necessità di avere una difesa aerea competitiva con il resto del mondo.

Per esperienza comunicativa diretta, sapevo che qualche anno fa, dalla base militare aerea di una località della Lombardia, già limitavano il volo di manutenzione dei vari veivoli, per carenza dei fondi sul carburante.
Tutte le motivazioni e logiche dietro a questo progetto non possono essere di competenza dei più, dobbiamo fidarci di chi ci ha governato e chi ci governa, noi il dovere solo di prenderne atto, rimanere informati e valutare, secondo i nostri limiti oggettivi, le manovre in campo tutte senza esclusioni.
Da tempo ho adottato un sistema a mio parere infallibile nel tempo, alle tante  chiacchiere ascoltate, lette e viste far seguire la dimostrazione pratica e oggettiva che le stesse producono, sulla vita reale. lasciando naturalmente che il tempo renda ragione, ho visto apparenti granitiche convinzioni, sbriciolarsi al primo vento contrario esistenziale e non conforme ai propri disegni.

Quindi in sostanza O.K. applausi a chi finalmente da un segnale di volontà di cambiare in meglio questo Paese,  con la guardia sempre alzata e la possibilità di porsi delle domande e valutazioni in progressione. Non dimentichiamoci che i governi che durano devono essere politici e quelli tecnici, durano il tempo necessario di traghettare il Paese, verso l’innegabile diritto del popolo di esprimersi in cabina elettorale, nel bene e nel male.

In democrazia ricordo è così che funziona, e’ in cabina che i vari nostri futuri amministratori troveranno o perderanno consensi, a cui è meglio motivare perchè un governo tecnico può facilmente colpire pensioni e consumi e ha le mani legate per altri interventi mirati, proprio per non generare fraintendimenti e confusioni.

Come prendiamo atto che un sottosegretario di questo Governo, lascia l’incarico, per il bene del Paese, pur dichiarandosi senza colpe per alcuni disguidi in merito a presunte fatture d’albergo saldate,senza conoscere da chi, pur in anni precedenti l’incarico odierno. Possiamo porci ugualmente queste domande?

O dobbiamo farlo solo per singoli schieramenti?

ACAB il film

 

Ho già letto il libro, a firma di Carlo Bonini,  attendo con curiosità la fine di questo mese per l’uscita al cinema della trasposizione su pellicola, pur liberamente tratta, di “A.C.A.B. – All Cops Are Bastard – ” Regia di Stefano Sollima.
Il libro mi è sembrato realistico, crudo, violento a tratti ingestibile emozionalmente come può essere appunto “la piazza”, la strada quando ideologie, categorie, forze contrapposte si mischiano ed esplodono.
Dai trailer è facile affermare che lo stesso clima sia rimasto, esaltato dalle immagini e dall’interpretazione dei bravi attori in scena.
Sicuramente un film che farà discutere.

LINK UFFICIALE