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Bravo

Preciso dall’inizio che non seguo mode,anzi a volte le rifiuto a priori, mi danno un senso di militarizzazione e intruppamento anche del pensiero e almeno nell’ambito privato, ho sempre voluto starne fuori.
Non so bene in che misura ci sia riuscito, ovviamente.
Ho letto fin dall’inizio, in tempi non sospetti questo scrittore, rubato al mondo dello spettacolo, della comicità ancor prima che scoppiasse il caso della nuova carriera di  Giorgio Faletti.
Non voglio discuterne, esaltare o abbassare la sua effettiva genialità o talento più o meno confermato dalla critica, da chi ha voce in capitolo.
Io non ne ho ne la capacità ne titoli accademici, per poterlo fare. Sono un semplice lettore di tutto ciò che è stampato.
All’occorrenza, arrivo se proprio sono in astinenza a leggere perfino le etichette dei detersivi, in momenti che non è interessante ne bello specificare ora, per intenderci.
Credo che si possa quindi dire e già è stato detto, che Faletti come scrittore non piace. Vuoi per il genere, per come scrive o per qualsivoglia altra idea a proposito.
Però chi esce in libreria e riesce a vendere qualche milione di copie, in giro per il mondo diciamo che merita un pochino di attenzione, almeno sperimentale.
Ho letto i suoi libri, non appena usciti di norma, ho appena terminato il suo ultimo “Appunti di un venditore di donne” Dalai Editore.
Tra i suoi è quello che più mi ha preso, terminato abbastanza velocemente e che annovero tra quei libri, che ti impediscono di chiudere la copertina, quelli che io definisco che “ti leggono” e non che leggi.
Sarà l’ambientazione Milano fine anni 80, alcuni richiami della cronaca e storia del nostro Paese, ambientazioni geografiche e toponomastiche che ho conosciuto e rivisto, tra quelle pagine e riportate con precisione.
La storia con un occhio al sociale, alla politica e allo scadere di ogni morale umana, in nome del potere dei soldi del sesso.
Qui devo dire non ha faticato molto l’autore, per far emergere 3 argomenti che da sempre fanno girare l’universo globale.
Che tutti rifiutiamo di esserne schiavi o solo aspiranti fruitori, però basta leggere il primo quotidiano o ripensare agli accadimenti degli ultimi 1.000/2.000 anni e poi mi dite se si va lontano dall’argomento.
Aggiungo, la storia per quanto inverosimile, inventata e assurda per come è stata raccontata, se la stringete e ne fate uscire il denso succo, con qualche sforzo in più per parallelo di vita accaduta, allora troverete forse come ho trovato io meno romanzata di quello che la tipologia di lettura promette.
Si può leggere come romanzo e infatti se prendiamo il dizionario alla voce relativa troviamo:

sm. in epoca moderna, componimento narrativo in prosa, di ampio respiro, imperniato sui casi di uno o più personaggi.

Sarà poi cura del lettore singolo, trovare spunti riferimenti o ricordi (al limite) di quello che è andato appena a terminare di leggere.
Per quel poco che conta il mio, di giudizio, dico “Bravo” G. Faletti e dopo averlo magari letto, capirete meglio quel virgolettato non casuale.

~ di Henry on 19 Gennaio 2012. Tagged: ,

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