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De mortuis nihil nisi bonum

Dalla cronaca:

Usa, il padre muore e i figli fanno scrivere un necrologio al vetriolo: «Ha campato più di quanto meritasse»

Negli USA ,un padre muore di cancro a 75 anni e la famiglia, i figli fanno scrivere un necrologio che la dice tutta:

Ha campato più di quanto meritasse”.

Per chi è sempre dalla parte del perdono, del buonismo totalitario (che mi fa sempre andare fuori di testa) c’è poco da dire lo sappiamo.

Per tutti gli altri è una forte riflessione dolorosa sul bilancio “a conguaglio ” delle proprie esistenze, tutti dobbiamo fare i conti prima che con Dio (se credenti) con i nostri simili, (giudizio certo e certificato) con chi abbiamo incrociato per un breve o lungo periodo. Famiglia e amici, conoscenti.

Possiamo raccontarcela o raccontare agli altri ciò che non siamo, possiamo essere dei bravi oratori e pifferai magici, mettere maschere e filtri vari tra noi e il mondo esterno, ma alla fine appunto ci toccherà il giudizio, pur contaminato dai nostri limiti, del prossimo tuo.

Per il perdono c’è sempre un giudice superiore, misericordioso (sempre per chi ha certezze e speranze solide). 

~ di Henry on 13 Febbraio 2017. Tagged: ,

6 Risposte to “De mortuis nihil nisi bonum”

  1. Leggendo questo post ho sorriso. Questi figli hanno avuto il coraggio di esprimere pubblicamente il loro pensiero, al di là della convenzione sociale comunemente accettata che vuole tutte “brave persone” quelle che se ne vanno.
    Detto questo il fatto di scrivere il loro giudizio sul necrologio mi pare eccessivo. Come hai giustamente detto, il giudizio non spetta a noi e, in fin dei conti, i morti non possono nemmeno più chiedere scusa.

    Concludo con una frase di Paulo Coelho.

    “Quando sei nato, stavi piangendo e tutti intorno a te sorridevano.
    Vivi la tua vita in modo che quando morirai, tu sia l’unico che
    sorride e ognuno intorno a te piange.”

  2. Ciao, scusa ma dove ho detto che il giudizio terreno non spetta a noi? Sostengo esattamente l’opposto. Il giudizio divino è altra storia, quello umano è legittimamente espresso dai comportamenti ricevuti. L’uomo ha tutto il diritto di giudicare e sopportare il giudizio altrui. Ciò non è sempre corretto, ma terribilmente umano.

  3. La frase “tutti dobbiamo fare i conti prima che con Dio (se credenti) con i nostri simili, (giudizio certo e certificato)” mi ha fatto pensare che certamente i nostri simili ci giudicano ma il solo giudizio che conta, almeno per me che sono credente, è quello Divino. Probabilmente questo pensiero mi ha fuorviato dal contenuto della tua frase, me ne scuso ma non cambia la sostanza del mio commento.
    In linea generale concordo con te. Certamente chi si comporta male avrà addosso il peso del giudizio altrui ( non è sempre corretto ma è terribilmente umano….) ma, molto spesso, chi giudica non è meglio di chi viene giudicato…
    Ciao!

  4. Argomento sul quale mi sono spesso interrogata! Non ho mai capito cioè, le persone che quando muore un loro congiunto sentono l’esigenza di fare dichiarazioni pubbliche attraverso manifesti affissi ai muri di fianco ai necrologi! A che pro? Per chi lo fanno visto che i morti non potranno certo leggere queste manifestazioni di affetto e /o cordoglio postumo? Lo fanno per tacitare le loro coscienze per non non averlo magari mai detto in vita? Lo fanno per far sapere agli altri cose che in definitiva agli altri non importano? Sicuramente lo fanno per apparire ! La morte degli altri usata per avere uno spazio di “notorietà”! Nel caso che descrivi tu è il contrario. La morte di questo signore viene usata per attirare e concentrare l’attenzione su chi è spirato: per dileggiarlo, per esprimere il profondo rancore suscitato da una vita che evidentemente non è stata condivisa dai parenti più stretti!Quanto odio in quella frase. Si dice che dinnanzi alla morte ci si deve fermare…ma il giudizio umano ha un senso…è espressione di ciò che la persona che muore ( o che vive) ha rappresentato nella nostra vita, ha suscitato in noi con le sue azioni, col suo amore o con la sua indifferenza. Noi non abbiamo titolo di giudicare le vite e i comportamenti altrui…eccezion fatta quando quei comportamenti hanno avuto un peso importante nelle nostre vite!
    Un caro saluto Henry

  5. Ciao Giovanna,
    concordo se in vita mi hai reso l’esistenza impossibile, gratuitamente perché esistono persone che fanno solo del male, perché devo cancellare tutto solo perché sei morto? Al massimo posso stare zitto, ma se hai fatto tanto male semplicemente lo ricordo a chi, magari non ti ha conosciuto per ciò che eri.

  6. Ciao M.L.
    non ti devi scusare di nulla. Volevo solo precisare la mia posizione. Sicuramente pongo il giudizio divino essenziale (sempre per i credenti) ma tengo anche in conto quello terreno e (ovviamente censurabile) di noi comuni mortali.Ci confrontiamo ogni giorno sicuramente con i nostri simili, spesso qualche volta con Dio, o mai. Da una disamina oggettiva cosi è.